lunedì 4 maggio 2009

Gli studenti contro la Rettocrazia

Noi netfuturisti, abbiamo individuato nella Formazione uno dei tre pilastri della società italiana. Le nemmeno troppo recenti proteste attorno al decreto Gelmini, trovano nei tagli operati dal governo il cancro della sempre peggio messa Università Italiana.

Ritorno sull’argomento dopo aver lanciato un sondaggio qualche mese fa. La miseria in cui versa l’Università Italiana è nota a tutti. Basta guardare le pubblicazioni del QS Wolrd University Rankings per rendersene conto.

Nei primi 100 posti: nessuna università italiana.

Nei primi 200 posti: la sola Università di Bologna che si attesta al 192esimo posto, in discesa rispetto all’anno scorso.

Gli studenti che hanno animato la protesta dando la colpa ai tagli della Gelmini: “Noi la crisi non la paghiamo” e individuano l’unica via d’uscita dalla crisi con maggiori investimenti in ricerca e istruzione.

Il Rettore dell’Università di Bologna, Pier Ugo Calzolari fa eco agli studenti: “Senza fondi è nero e spariremo dalla graduatoria”.

Ma dunque baroni e studenti la pensano allo stesso modo, e anche se con forme diverse, dicono sostanzialmente la stessa cosa!

Peccato che, secondo la Rivista il Ponte, l’Italia si piazza tra i primissimi posti al mondo in termini di spesa per l’Università. Politica nazionale, o politica universitaria? Di cosa vi volete occupare studenti acquatici? Le due cose assieme si conciliano male soprattutto quando le vostre proteste universitarie sono finanziate dai partiti fuori dal governo!

Ecco cosa manca alla nostra Università Italiana: una comunità studentesca libera dalle pregiudiziali ideologiche e capace di saper tutelare i propri interessi. Manca la capacità degli studenti di riunirsi, di incontrarsi e di formare una coscienza universitaria informata e interessata! Interessata a sé stessa!

-Cosa vuoi Aedo Titano? Il ritorno alle corporazioni studentesche??

-Ebbene si! Voglio i partiti fuori dalle Università, e che gli studenti sappiano prendere per mano la loro vita studentesca!

-Si, come no! La Goliardia!

-L’interesse degli studenti universitari è uno solo. Quello degli studenti universitari. Mentre ci spruzzate con i no ai tagli, in Parlamento stanno votando la Rettocrazia.

-La Rettocrazia già...! Ormai con l’autonomia universitaria comanda tutto lui!

-Vi arrendete all’affarismo, al baronismo, al nepotismo universitario? Il Rettore può ricandidarsi senza limiti di mandati e decide chi sono i suoi controllori. Vi ricordate delle Universitas Scholarum? No? Le prime Università si chiamavano così e il rettore era, pensate un pò, uno studente!

Immaginare in grande, Immaginate in grande!

5 commenti:

Giulio Morera ha detto...

Un ideologismo stanco, invecchiato e poco dinamico è alla base di questo "eretico" allineamento tra bene e male!

notecellulari di mariaserena ha detto...

Provo ad elencare alcuni dei motivi che mi fanno concordare con la tua opinione.

1. La protesta degli studenti è organica ai provvedimenti Gelmini. Ossia non ne contesta la logica, ma si limita a dire dei no tirando per la giacca il Ministero. Il Ministero, d'altro canto, persegue una politica che definirei istituzionale, certamente non innovativa e, per adesso almeno, inserita nel solco fioroniano; il che non è un complimento.

2. chiedere maggiori investimenti: ma a chi vanno questi investimenti? dove sarebbero le nuove idee e progetti da finanziare e su cui investire? Quanta reale innovazione scientifica è stata fino ad oggi incentivata?
Non dico che non ci siano state esperienze virtuose; ma in quale percentuale?

3. Come fanno a lottare per la stessa causa rettore + docenti + studenti quando è arcinota la procedura nepotistica e mandarina con cui si accede, dopo una eventuale laurea, alla carriera universitaria e alla ricerca?

4.Lo studente arriva all'Università dopo l'esperienza dell'educazione ricevuta in famiglia e l'istruzione ricevuta nelle scuole medie e superiori. Io contesto che famiglia e scuola forniscano adeguati strumenti per confrontarsi con la realtà accademica. Ci sono eccezioni, ma io penso alle realtà studentesche non privilegiate, a quelle non supportate da condizioni economiche e culturali collaudate ed esperte: come possono reggere e superare il confronto senza adeguarsi al più ovvio conformismo politico-mediatico?
Come possono tornare a sentire che il ruolo dello studente universitario è giù un ruolo da intellettuale consapevole?

ciao Aedo-titano, buon lavoro!

Paolo ha detto...

@Giulio: sarà ora di mettere la parola fine al tifo da stadio e il partito preso.
La poltica non è uno sport e il Ministero dell'Istruzione non è una squadra di calcio!

@Maria Serena. Grazie per i tuoi spunti di riflessione, sono molto interessanti e originali. Soprattutto il quarto punto. La preparazione della scuola e della famiglia e della società al mondo accademico è inadeguata.
Poi diventa naturale finire a fare il tifo per una squadra o l'altra, invece che aprirsi al confronto!

elena ha detto...

io credo che il vero problema dell'università sia che la didattica è assolutamente disorganizzata e che il sapere che viene trasmesso è teorico e pochissimo pratico. Io sono stata costretta ad iscrivermi ad un'università telematica (unisu) per seguire le lezioni e lavorare allo stesso tempo. Mi chiedo quando verranno prese in considerazione anche le esigenze degli studenti lavoratori! Nessun ministro, nè di destra nè di sinistra, si è mai interessato a noi!

Paolo ha detto...

E' vero Elena. i problemi sono quelli che hai indicato tu, ma alla radice di tutto, c'è sempre il sistema di concepire l'università, e chi vi comanda, che è sbagliato.
Per questo mancano le eccellenze e non c'è una POLITICA NAZIONALE per gli studenti lavoratori come te.

Si lascia tutto nelle mani del Rettore. E questi solo se colto da sensibilità folgorante si occupa di una equa tassazione per gli studenti lavoratori.