Come possiamo definire l'arte? Cos'è bello? Ardue domande, cui è difficile dare una risposta esatta, correttamente formulata e soprattutto definitiva.
Nella storia dell'arte della seconda metà del XX secolo due celebri artisti hanno espresso due concetti di estetica contrapposta: l'americano Andy Warhol e Joseph Beuys, ancora oggi considerato una specie di Warhol europeo ma che con l'artefice della pop-art aveva poco a che spartire.
Le differenze concettuali fra i due infatti sono rilevantissime. Andy Warhol è la star della cultura pop americana e ci si identifica perfettamente. Beuys invece volle essere artefice di una emancipazione della cultura europea dalla società dei consumi che aveva negli U.S.A. la sua patria indiscussa.
L'estetica di Andy Warhol infatti può riassumersi in un "tutto è bello". Fu sempre lui a dire "A Firenze la cosa più bella è il MacDonald". In una società dove tutto è bello, dove tutto vale tutto è altrettanto vero che niente vale niente. I risultati? Apologia della società dei consumi e ipersoggettivismo nevrotico. L'arte come metafora della società, a prescindere dalle esigenze artistiche individuali.
Joseph Beuys invece sosteneva che "anche pelare una patata può essere arte". L'artista tedesco torna a dare importanza alla singola persona e ai gesti che questa può compiere, purchè siano effetto di un processo mentale. E' bello quindi, ciò che scaturisce da un'azione progettata e pensata. I risultati? Critica alla società dei consumi per via dell'uomo che esprime sè stesso.
Beuys fu quindi un sostenitore dell'uomo libero che è donatore-di-senso dello spazio e del tempo.
Warhol un compratore che si limita a guardare il mondo-così-come-è "con estrema passività".
E il Net.futurismo da che parte sta? ;)
giovedì 21 maggio 2009
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6 commenti:
scontata la risposta.
alcune affermazioni di Warhol potrebbero sembrare provocatoriamente futuriste.
in realtà Warhol fu sempre prigioniero delle proprie frustrazioni.
non ebbe mai il carattere per imporsi una via e per questo scelse l'ambiguità come soluzione più semplice.
Beuys è invece da ammirare. Già superato ampiamente. Ma sempre da ammirare.
AD FUTURUM
Il nostro approccio richiama sicuramente di più a Beuys; tuttavia dobbiamo tenere ben presente anche l'opera di Warhol, proprio perchè lui ha reso molto bene il punto di vista del consumatore, disumanizzando e decontestualizzando volti e oggetti di consumo attraverso la ripetizione della loro immagine. Questo tipo di tecnica documenta il modo in cui un presentista vedeva il mondo di quegli anni.
*Se Beuys fossi un blogger, i suoi post sarebbero sfavilantemente genuini punti di vosta sulla atualità.
*Se Warhol fossi un blogger, i suoi post sarebbero la riproduzioni dei fatti con acentuazioni sempre sugli stessi punti di vista.
@Antonio
Warhol è stato veramente vittimi delle sue ripetizioni.
Su Beuys hai ragione, ma credo che alcune sue intuizioni siano insuperate e non ancora sviluppate, forse nemmeno sono state capite del tutto.
@Stefano
Anche il lavoro di Warhol va tenuto in considerazione certo! Ma come dici tu, con l'occhio critico di chi sa individuare la ripetizione del presentismo.
@Mary Valeriano
Bello l'accostamente Warhol/Beuys in veste Blogger!
Il netfuturismo si scaglia da molto tempo contro la RIPETIZIONE, in favore di una continua CREAZIONE in tutti gli ambiti artistici - artistici con la lettera minuscola! ;)
raccontato così, warhol sembra manipolato da una lobby che si sta dando da fare per convincere ancora di più la massa che consumo è bello anche per le 'arti colte'... o sono troppo complottista io?
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