giovedì 5 novembre 2009

Primi sintomi e ultimi effetti del presentismo

L'ultimo rapporto dell'Osservatorio Europeo sulle droghe è stato diffuso con enfasi e motivata preoccupazione dai media nazionali: in effetti 13 milioni di consumatori di cocaina è un numero che fa discutere e pensare.
Cosa può esserci dietro questi dati così preoccupanti? "La voglia di sballo e la mancanza di valori!" Sento gridare in coro i passatisti. E' vero a metà. Lo sballo non è mai fine a sè stesso e i valori, si è vero mancano, ma non si sa ancora bene nè cosa siano nè quali debbano essere.
Dietro tutto ciò si cela la grande ombra del presentismo che sta soffocando molto silenziosamente l'Occidente.
Già, ma cos'è alla fine questo presentismo? Sarebbe velleitario tentare di dare qui una risposta completa, ma possiamo dire senza dubbio che il presentismo è un modo d'essere, che è sempre strisciato sottotraccia alle grandi crisi moderne.
Sebbene il merito di aver individuato e definito il presentismo, spetti senza dubbio al netfuturismo, già all'indomani della prima guerra mondiale la sensibilità di Marinetti lo colse in una delle sue più prime manifestazioni:


La maggioranza piú rozza e piú elementare degli uomini è uscita dalla grande guerra coll'unica preoccupazione di conquistare un maggior benessere materiale.

La minoranza, composta di artisti e di pensatori, sensibili e raffinati, manifesta invece i sintomi di un male profondo e misterioso che è probabilmente una conseguenza del grande sforzo tragico che la guerra impose all'umanità.

Questo male ha per sintomi una svogliatezza triste, una nevrastenia troppo femminile, un pessimismo senza speranza, una indecisione febbrile d'istinti smarriti e una mancanza assoluta di volontà.

La maggioranza piú rozza e piú elementare degli uomini si slancia tumultuosamente alla conquista rivoluzionaria del paradiso comunista e dà l'assalto finale al problema della felicità, con la convinzione di risolverlo soddisfacendo tutti i bisogni e tutti gli appetiti materiali.

La minoranza intellettuale disprezza ironicamente questo tentativo affannoso, e non gustando piú le gioie antiche della Religione, dell'Arte e dell'Amore, che costituivano i suoi privilegi e i suoi rifugi, intenta un crudele processo alla Vita, di cui non sa piú godere, e si abbandona ai pessimismi rari, alle invenzioni sessuali e ai paradisi artificiali della cocaina, dell'oppio, dell'etere, ecc.

Quella maggioranza e questa minoranza, denunciano il Progresso, la Civiltà, le Forze meccaniche della Velocità della Comodità dell'Igiene, il Futurismo, insomma, come responsabili delle loro sventure passate, presenti e future.

Quasi tutti propongono un ritorno alla vita selvaggia, contemplativa, lenta, solitaria, lungi dalle città aborrite.

Quanto a noi futuristi, che affrontiamo coraggiosamente il dramma spasimoso del dopoguerra, siamo favorevoli a tutti gli assalti rivoluzionari che la maggioranza tenterà. Ma alla minoranza degli artisti e dei pensatori, gridiamo a gran voce:

— La Vita ha sempre ragione! I paradisi artificiali coi quali pretendete di assassinarla sono vani. Cessate di sognare un ritorno assurdo alla vita selvaggia. Guardatevi dal condannare le forze superiori della Società e le meraviglie della velocità. Guarite piuttosto la malattia del dopo-guerra, dando all'umanità nuove gioie nutrienti. Invece di distruggere le agglomerazioni umane, bisogna perfezionarle. Intensificate le comunicazioni e le fusioni degli esseri umani. Distruggete le distanze e le barriere che li separano nell'amore e nell'amicizia. Date la pienezza e la bellezza totale a queste due manifestazioni essenziali della vita: l'Amore e l'Amicizia.



A parte l'uso di espressioni che sono inevitabilmente legate al primo Novecento, questo estratto dal Manifesto del Tattilismo evidenzia in tutta la sua attualità la descrizione dei sintomi più evidenti del presentismo.
Oggi quella minoranza e quella maggioranza esistono ancora e spesso si confondono in un'unica persona in crisi d'identità.
Alla conquista del paradiso comunista della felicità, si è sostituita la scalata ai piaceri e al benessere materiale promessi dal paradiso capitalista.
Restano immutati invece tutti gli altri caratteri del presentismo contemporaneo: il "pessimismo senza speranza", la "nevrastenia troppo femminile", la "mancanza assoluta di volontà", ma anche "l'abbandono alle invenzioni sessuali e ai paradisi artificiali della cocaina" denunciati dal rapporto dell'Osservatorio europeo.
Tanto attuale è la diagnosi, quanto efficace la cura futurista indicata da Marinetti, che non possiamo non farla nostra per consigliarla a tutti i malati di presentismo cronico contemporaneo.
Guarite dunque i vostri mal d'africa e abbandonate i vostri sogni di assurdi ritorni alla vita selvaggia. L'ombra misteriosa del presentismo si cura con le gioie nutrienti della Vita: l'Amore l'Amicizia e il Netfuturismo.

domenica 1 novembre 2009

In Finlandia Internet diventerà un diritto

La Finlandia ci ha già abituato alle sue sorprendenti soluzioni avanguardistiche nel campo delle nuove tecnologie. L'ultima notizia ci viene dal Ministro dei Trasporti e delle Comunicazioni che ha annunciato che a partire da Luglio 2010 verrà garantito a tutti i cittadini finlandesi il diritto alla connessione Internet , per l'esattezza un megabit di banda larga. Per il 2015 invece è previsto il diritto a 100 megabit di banda larga.

Quali sono i motivi di una simile scelta? La presa d'atto che la trasmissione dei dati digitali sia una vera e propria necessità per tutti i cittadini e per tutte le esigenze, non ultime quelle professionali.

Sarebbe superfluo sottolineare il ritardo dell'Italia, dove la banda larga non è accessibile a tutti i cittadini nemmeno a pagamento!
Ma la cosa più stupefacente è che i cosiddetti intellettuali (nella fattispecie Augias e Antinucci) , invece di adoperarsi per superare questo digital divide, che è anche culturale, mettono in atto delle vere e proprie azioni oscurantiste degne del passatismo più reazionario.

Ma il popolo della rete è vigile, e tentativi come questo di screditare il sapere digitale, oltre che strapparci un sorriso, non fanno che darci più coraggio.

Ad futurum

mercoledì 28 ottobre 2009

Augias & Antinucci s.r.l. I migliori oscurantisti sulla piazza mediatica

Augias & Antinucci s.r.l. è una ditta nata per accontentare l'innato senso di oscurantismo culturale che c'è in ognuno di noi.

Il lavoro del gruppo Augias & Antinucci rappresenta la summa di secoli di studi nel settore dell'oscurantismo culturale ed è riconosciuto internazionalmente come gruppo leader, efficace sintesi di tradizione e avanguardia.

Dall'Inquisizione spagnola, alla criminalizzazione di Internet il gruppo ne ha bruciate di tappe, e anche di streghe.

L'ultima performance risale allo scorso 23 ottobre, quando in onda su Raitre il gruppo ha dato prova della sua grande professionalità trasmettendo in soli ventidueminutieventidue (22:22) il record assoluto di oscurantismi nella storia del gruppo. Temi del giorno: Internet, Google, Facebook, Twitter e ovviamente cultura. Il tutto condito con la ormai classica salsa mista di latonorum e Laterzismo che rappresentano la cifra stilistica della loro arte inarrivabile.

Rassegna Stampa: Il grandioso resoconto dell'ultima grande prestazione di oscurantismo mediatico su Raitre.

Augias & Antinucci s.r.l. I migliori oscurantisti sulla piazza mediatica. Che lo vogliate o no: L'Ignoranza è Forza.

* Augias & Antinucci è l'unica società a responsabilità limitata ma con facoltà di oscurantismo illimitata. Da abusare con rinforzino, ne va della vostra intelligencija.


martedì 27 ottobre 2009

Tempo a cono di luce e attivismo mediatico

"Il saggio indica la luna e lo stolto guarda il dito". Ma nella contemporaneità accade spesso che anche i saggi sempre più confusi, non sanno bene da che parte cercare la luna e allora succede l'inevitabile e cioè che senza una bussola, il saggio finisce per indicare col dito un pallido riflesso della luna e lo stolto invece si accontenta di guardare l'immagine disturbata del dito.

Per fortuna esistono persone in grado di individuare il satellite terrestre con una certa autorevolezza. Uno di questi è certamente Paolo Vidali, filosofo della scienza e studioso fra le altre cose delle forme del tempo.

Già il tempo. Cos'è il tempo? E' oggettivo o soggettivo? Il tempo è una prospettiva, un punto di vista relativo al clima culturale, razionale e comunicativo di una determinata epoca.

Al variare delle epoche si sono succedute diverse forme del tempo: quella circolare, quella spiraliforme, quella lineare e infine quella paradigmatica della nostra epoca "mediale" del tempo a cono di luce.



Forma circolare del tempo: forma del tempo tipica delle società tradizionali anteriori o estranee alla cultura ebraica e cristiana.
E' il tempo della ripetizione e dell'uguale.




Forma a spirale
del tempo: forma del tempo della cultura ebraica ed anche cristiana, che collega circolarità e linearità.
L'inizio e la fine non coincidono, perchè Dio ha un progetto per l'uomo.
Le cose ritornano ma ad un livello diverso.



Forma lineare del tempo: forma del tempo moderno, di matrice illuministica, la cui forma è una retta orientata.
Ottimismo storico: ciò che segue è sempre migliore.



Forma del tempo a cono
di luce: secondo Paolo Vidali, questa è la forma del tempo che stiamo vivendo ora: il tempo mass-mediale dei vecchi e dei nuovi media. Un tempo revocabile e riproducibile.
In questa forma la realtà e la realtà mass-mediale si confondono e si identificano. Avete mai sentito dire: "è fuori dal circuito mass-mediatico?" riferito ad un personaggio famoso? Ebbene essere fuori dal circuito mass-mediatico vuol dire cessare di essere nel tempo.
Un'altra caratteristica del tempo a cono di luce, Paolo Vidali la descrive cosi:
"Il presente indicativo è il solo modo espressivo, nella flessibile dilatazione del presente, nell'eterna possibilità di presentificare ogni cosa".

E' evidente che quando il netfuturismo individua nel presentismo una delle cause del disagio dell'uomo post-moderno fa pienamente centro.
La prima conseguenza è la mancanza di una progettualità che non colpisce soltanto i giovani ma inesorabilmente tutti: basti pensare all'esempio emblematico dei politici che riescono a ottenere e mantenere il consenso con degli slogan tanto più urlati quanto più privi di un programma serio e rispettatto nei suoi termini. Ma i cittadini non se ne accorgono, perchè vivono sotto i riflettori del cono dove c'è più ombra che luce.
Cosa fare dunque? Cambiare la forma del tempo? Di certo anche lo sforzo più titanico ne uscirebbe sconfitto. Ma questo non ci esime dallo studiare questa forma del tempo per ricominciare ad essere progetto di noi stessi ed essere irrevocabilmente esigenti verso la nostra identità e verso quei personaggi pubblici che hanno più influenza sulla direzione della luce del cono.
Volete un esempio concreto di attivismo mediatico? Provate a leggere questo post che www.netfuturismo.it ha diffuso sul web, per vedere come grazie ai nuovi media digitali e ad Internet possiamo diffondere ovunque un messaggio di denuncia contro le disinformazioni dei padroni dei vecchi media.

Abbiamo già infilzato la saggezza passatista di Corrado Augias e Francesco Antinucci, che pur essendo all'interno del cono di luce è inesorabilmente fuori dal tempo. Sotto a chi tocca.

venerdì 23 ottobre 2009

E' on-line Ad Futurum Post n. 4


E' online il n. 4 di Ad Futurum POST, periodico irregolare del NetFuturismo.

INDICE

Pag 1, 2 >> Presentismo, ultima deriva dell'uomo contemporaneo di Antonio Saccoccio
Pag 3 >> Vacuofilia di Stefano Balice, Prontuario del presentista di Paolo Ciccioli, Passitisti Vs Presentisti di Antonio Saccoccio
Pag 4 >> Contro me stessa di Elisabetta Mattia, (H)omer(O) di Antonio Saccoccio
Pag 5 >> "C'è di peggio in giro". Condannata per Menopeggismo di Paolo Ciccioli, Presentismo e censura mediatica di Marco Raimondo
Pag 6 >> Rumori dal mondo: Tati in Tahiti di Klaus-Peter Schneegass
Pag 7 >> Pronto?Sivoga: Moda netfuturista
Pag 8 >> Manifesto net.futurista: La controcravatta Net.futurista


Il periodico sarà distribuito GRATUITAMENTE online sul sito www.netfuturismo.it . Per scaricarlo e leggerlo è sufficiente cliccare sul seguente indirizzo: http://www.netfuturismo.it/adfp_2009_n4.pdf

Altrettanto GRATUITAMENTE sarà distribuito in edizione cartacea nelle università, nelle accademie, nei conservatori, nelle biblioteche e in tutti i luoghi passatisti e presentisti.

www.netfuturismo.it


mercoledì 21 ottobre 2009

Homo geneizzato


Homo sapiens sapiens


Homo oeconomicus


Homo geneizzatus




E QUESTA LA VOGLIAMO CHIAMARE EVOLUZIONE DELLA SPECIE?




venerdì 16 ottobre 2009

Manifesto futurista: Futurismo e Anarchia

Pubblico con piacere un manifesto scritto dal futurista Renzo Provinciali nel 1911, che è al centro dell'attenzione del web per merito di un importante intervento di Alberto Ciampi su Umanità Nuova, in cui si evidenziano i punti di contatto tra alcuni anarchici e il movimento futurista. Un manifesto quasi sconosciuto ma che va letto con attenzione nei suoi risvolti estetico-logico-politici, e soprattutto per le considerazioni di più stretta attualità.
Netfuturismo e Anarchia? Perchè no!

FUTURISMO E ANARCHIA

I
Camille Mouclair, il chiaro pubblicista francese, pubblicava tempo fa ne “la depéche de Toulose” un accurato studio sul Futurismo, in rapporto al giudizio e la critica del pubblico e a gli attuali avvenimenti guerreschi.
E sono invero notevoli i criteri pronunciati dal Mouclair in questo suo lungo articolo, denso di pensiero e vario di forma, ma incompleto e manchevole, poiché egli ha appena sfiorato il punto, dirò così, scabroso del Futurismo, cioè il punto di contatto con l’ideale anarchico.
Dice il Mouclair:”il Futurismo sta costituendosi, trasformandosi, in un vero partito, poichè va annettendosi delle idee politiche e sociali”. Ciò infatti è indiscutibilmente vero, ma non è meno vero che il Futurismo non ha mai avuto una perfetta apoliticità, che non si è mai ristretto in sole manifestazioni artistiche, ma, uscendo dal confusionismo Marinettiano, ha assunto spesse volte varie tinte politiche a seconda de gli avvenimenti e de gli uomini che questi stessi avvenimenti promuovevano.
Quando Marinetti pubblicò il suo manifesto, che fu poi quello del Futurismo, sul “Figaro” di Parigi, il 29 febbraio 1909, egli certamente non aveva ciò preveduto, dimodoché il manifesto futurista non fu che la vibrata, violenta, nuovissima espressione di giudizii estetici e artistici “di un poeta giovane e delirante” come dice il Mouclair, di un grande poeta, aggiungo io.
Ma l’ora presente, l’ora critica del Futurismo, e due anni di esperienza consigliano, impongono al Futurismo di tracciarsi una netta e sicura linea di condotta in fatto di politica. Così tutte le incertezze, tutti i dubbi, tutte le personcine pseudo-futuristiche saranno eliminate e un più grande Futurismo sorgerà da questa purificazione.
Ma, e qui sta il busilli, su quale ideale politico potrà ispirarsi al nuovo Futurismo? Già nel manifesto del futurismo, Marinetti esaltava ad un tempo: ”la guerra, sola igiene del mondo, il patriottismo, il militarismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si lotta e si muore”.
Stridenti illogicità queste, dal punto di vista pratico e politico, ma ugualmente esaltabili per un artista che ignora cosa sia la logica e non bada che a l’estetica. E questo estetismo artistico può, poteva essere compatito allora anche dal futurista anarchico, non ora che da taluni futuristi queste esaltazioni estetiche sono state considerate e valutate come esaltazioni pratiche e reali.
Perciò io credo, anzi sono sicuro, che occorra una spiegazione tra le due interpretazioni non diverse, ma opposte che sono state accomunate da l’oscura ed infelice esposizione d’un concetto artistico.
E’ possibile che ancora i futuristi anarchici, i sovversivi anche in generale, possano ancora dividere la responsabilità de le esaltazioni tripoline di Marinetti e di De-Maria ? No, certamente. Perciò in questa sua ora critica il futurismo deve dichiararsi, deve definirsi lealmente e nettamente, deve passare il suo Rubicone.

II
Esaminato questo punto ritorniamo alla nostra domanda.
Con quale ideale dovrà completarsi il Futurismo? Amo rispondere con un’altra domanda: E’ possibile che un uomo coerente possa contemporaneamente propugnare la più grande e generale rivoluzione nel campo de le arti, volere in questo terreno l’anarchia più completa ed estesa ed essere un perfetto conservatore ne la vita? O non mai, sarebbe un contro senso! E’ possibile che l’anarchia e la rivoluzione non camminino di pari passo sia ne l’arte che ne la vita?
Com’è possibile immaginare un’arte borghese in una società anarchica, e un arte futurista in una società borghese? Convenite che ciò è ben assurdo. Perciò il Futurismo non potrà essere compreso e accettato se non quando nel mondo si sarà diffusa l’anarchia, e così pure l’anarchia sarà sempre insuperabilmente ostacolata da le arti e da la coltura arcaiche e fatte di pregiudizi e di convenzionalismi.
E infatti i nazionalisti e i monarchici compresero a tutta prima che il futurismo era in stridente contrasto con le loro idee, e per questo lo avversarono sempre e anche oggi, malgrado le bollenti ed affascinanti dimostrazioni Marinettiane, tendenti a guadagnare, ad addescare ammiratori per se, e gregari per il suo futurismo tutti questi messeri sono rimasti ben freddi, ben indifferenti lasciando sbraitare il Marinetti a suo comodo senza degnarlo di una misera adesione o di un tanto cercato applauso.
Difatti, come mai un monarchico, un borghese qualunque, freddo e cinico a quanto sia libertà, socialismo, anarchia, ribellione, potrà ispirarsi ad esaltare, le grandi folle polifoniche agitate dal lavoro e da la rivolta?
E qual’è la scuola che più si affini al futurismo, che abbia anche essa un programma di violenza e di azione, di ribellione e d’orgoglio? L’anarchia senza dubbio. Ed è solo questo ideale che potrà dare al Futurismo ciò che gli manca, che potrà infondergli nuova vita, che potrà purgarlo da gli elementi eterogenei che lo distraggono dal suo vero cammino e che ne trasfigurano le dimostrazioni, le manifestazioni più vitali.
Questa è la sola via che dovrà seguire il futurismo, per necessità storica, o altrimenti, seguendo la via per cui s’è incamminato, troppo tardi s’accorgerà che quella via lo porta, inevitabilmente a l’abisso.

III
Ma io vorrei chiarire un’altro punto interessantissimo di questo mio parallelo tra l’Anarchia e il Futurismo: la partecipazione de gli anarchici a le idee futuriste.
Ma, in primis, perché gli anarchici si sono così poco interessati de le aspirazioni futuristiche?
Le ragioni, invero, non sono né nuove, né molte: gli anarchici non se ne interessarono mai, sia perché troppo assorti ne la lotta politica ed economica, sia perché non ne furono punto invogliati vedendo come le manifestazioni futuriste fossero malamente ispirate, anzi travisate da uomini che di futuristi non avevano che il nome e l’ambizione.
E sono pienamente giustificati.
Piuttosto biasimevoli furono i ripetuti attacchi che, a i tempi de la fondazione, furono mossi al Futurismo da i nostri giornali (il Libertario, la Rivolta ecc.) che vedendo questa atmosfera ammorbante fattasi attorno al Futurismo, sferzarono aspramente, senza curarsi di indagare accuratamente quanto in questo vi era di bello e di buono.
Più coscienziosi invece furono gli articoli de la Demolizione di Nizza, che seppe dare del Futurismo un equanime e illuminato giudizio.
Ma, tornando a l’argomento, io voglio rivolgere a i compagni che mi leggono il reciproco de la domanda anteriore:
E’ possibile che coerentemente, si possa muovere una guerra mortale a ogni sorta di autorità politica, civile, religiosa e militare, a quanto sia convenzionalismo, pregiudizio, sfruttamento e ingiustizia, quando si voglia incoraggiare un’arte ed un passato che non sono che l’esaltazione, l’apoteosi di quanto si vuole distruggere ne la vita?
E’ possibile che gli anarchici lascino ne l’arte quanto vogliono distruggere nella vita, è possibile che lascino a turbare, a deturpare un nuovo mondo risorto, una nuova, libera e purificata, un’arte antica puzzolente e forcaiola?
Sarebbe un anacronismo ridicolo e ingiustificato!...
E’ possibile, infine, che gli anarchici non siano futuristi? O, non mai! io credo, io spero!
Gli anarchici, sono sempre stati profondamente futuristi, e comprenderanno l’impellente bisogno di penetrare ne l’ideale Futurista, nel vero Futurismo, Futurismo libero da le dittature e da le ambizioni e così gli anarchici saranno ancora più perfetti, più coscienti de le rivendicazioni politiche e artistiche.

IV
Dunque futuristi-anarchici e anarchici-futuristi, due ideali, due classi di persone che si completeranno a vicenda.
Come tante volte gli anarchici insorsero in difesa di giovani sfruttati, di ingegni disconosciuti, apprendano a combattere, a fianco de la politica, la battaglia quotidiana contro la teocrazia letteraria, contro lo sfruttamento editoriale, altrettanto ignominioso quanto quello capitalista.
Così si otterrà una grande vittoria, una vittoria gloriosa: l’aver segnato al proprio programma, a la propria bandiera una nuova battaglia, un nuovo sacrificio, una rivendicazione in più.
O, dovrei ben esser superbo, se queste mie povere note potessero davvero persuadere i compagni a la verità, al bisogno di quanto io esposi, di quanto io incitai.
Compagni d’Italia, compagni di tutto il mondo, comprendiamo la nostra missione! Gettiamo l’ideale Futurista nel rogo torrido e proteiforme de la fiamma del nostro ideale e da questa vampa, da questo lavacro purificatore, lasciando tutte le scorie, tutte le vergogne, tutte le ignominie esca vittorioso e trionfante, come un grande Titano de l’Erebo, il vero, il grande, il solo Futurismo!

Renzo Provinciali